Inadatto

Eccomi qui, su questo computer che digito le mie poche parole. Esse che possono essere fraintese, fraintese come le azioni che svolgiamo ogni giorno, come mille volte è capitato a me di compierle in buona fede, ma il prossimo le interpreta come vuole. Prossimo che spesso giudica e deve dare la sua opinione, e molte volte ti fa solo soffrire. Ma io stupida come ero (e a volte lo sono ancora) avevo bisogno del confronto cioè che qualcuno mi dicesse se stessi facendo male o bene. Ero e sono così non per cattiveria ma poiché sono semplicemente insicura, insicura di tutto e spaventata di far soffrire le persone (anche se mi stanno in culo).

Ma (grazie a Dio) ora sto pian piano migliorando, poichè ho trovato la mia way come si dice in inglese, che mi rende parte di questo tutto. Tutto che molte volte ti fa sentire inadatto e debole come quando scoprii della dislessia. Tale sindrome tanto temuta ma anche tanto amata quando mi è stata riscontrata. Questo sentimento opposto è stato provocato dal fatto che amata perché ho capito che la mia difficoltà nel leggere/scrivere/imparare a memoria non era campata in aria, ma odiata dal fatto che ho dovuto ammettere di essere diversa dai miei coetanei. Costoro che molto spesso mi hanno preso in giro, ma la cosa peggiore è stata da parte di un mio ex professore di inglese che quando presi un brutto voto in un compito mi rispose, alla domanda se potevo portarmi a casa una copia per imparare dai miei errori, che tanto non c’era molto da fare, non sei capace. Quanto ho pianto quel giorno, tutta la mia fatica e la mia voglia di migliorare mi è stata distrutta da una persona che ora come ora non meriterebbe di fare l’insegnante.

Forse proprio per questo sono partita a 20 anni sola per l’Australia stando lì per 6 mesi, per dimostrare a quel (scusate il francesismo) coglione che sono capace di parlare inglese! E posso fare tutto e non sono una incapace. Australia, uno Stato spettacolare che mi ha trasmesso e dato tanto, consiglio a chiunque di andarci una volta. Ha una natura spettacolare e dei paesaggi mozzafiato completamente diversi da quelli che osserviamo ogni giorno fuori dalla finestra.

Di conseguenza te lettore o lettrice, se ce l’ho fatta io a prendere in mano la vita ce la puoi fare anche tu. Certo non dico che sono sempre iper ottimista e molte volte perdo la bussola e mi sembra di tornare al punto di partenza. Ma non è così ogni passo in avanti è una conquista come il mio paziente di oggi che a causa di una malattia autoimmune si è trovato un vegetale in giro di due giorni. Ora invece ha ricominciato a parlare e a muovere leggermente la parte superiore del corpo; questo traguardo lo ha dovuto aspettare 5 mesi ma lo ha raggiunto ed è suo, non tornerà più indietro.

Dobbiamo prendere esempio da lui, non si è mai dato per perso e si è aggrappato con le unghie e con i denti (metaforicamente poiché l’unico muscolo che muoveva inizialmente erano le pupille) alla vita e ce la sta facendo!

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